“Piove” di Ada Negri

“Piove” di Ada Negri

Piove da un’ora soltanto,

ma il bimbo pensa che già

piove da tanto, da tanto,

sopra la grande città.

Piove sui tetti e sui muri,

piove sul lungo viale,

piove sugli alberi oscuri

con ritmo triste e uguale;

Piove: e lo scroscio si sente

giungere dalle vetrate

che versan lacrime lente 

come fanciulle imbronciate

Piove; e laggiù sulla via

e in ogni casa, già invade

l’intima malinconia

di quella pioggia che cade.

 

Ada Negri

 

Pioggia e malinconia. Il connubio è perfetto.

Ada Negri, morta nel 1945, è stata una poetessa italiana di grandissima levatura. Prima donna ad essere ammessa all’Accademia d’Italia, ebbe una vita movimentata e appassionata, stroncata purtroppo da una critica che l’ha fatta precipitare nel dimenticatoio. Molto spesso le sue tematiche hanno dato luogo ad aspri dibattiti. I suoi versi , influenzati dall’esperienza personale, risultano limpidi e toccanti.

La pioggia è il tema centrale di questo componimento. Pochi versi che racchiudono una realtà dura da ammettere.

Piove nelle strade, piove sulle case. Piove sulla grande città. Che cosa suscita ciò nella mente della nostra poetessa? Che cosa la Negri è in grado di evocare con dei versi che descrivono la semplice pioggia che cade?

Lungi dall’essere qualcosa di superficiale ed esterno, la pioggia agisce come un ponte di collegamento. Lega il mondo delle cose all’anima delle persone.

Gocce uguali che cadono sempre uguali non indicano meramente uno stato meteorologico. Quei muri, quelle strade sono i nostri muri, le nostre strade. Quelle gocce bagnano il cuore di ognuno. La poetessa parla di intima malinconia per descrivere la condizione che investe l’anima.

Una poesia che risulta molto attuale. Il nostro non è forse un tempo di pioggia?

Ecco dunque, si apre uno scenario grigio. Questo colore si insinua pericolosamente nella nostra società, getta un’ombra buia. Stiamo spazzando via dalla tavolozza del nostro presente i colori caldi e accesi. La pioggia non smette di cadere e noi ci stiamo abituando a tutto questo. Ci stiamo convincendo che piova da tanto tempo. In realtà piove soltanto da un’ora.

 

Articolo di

Nata insieme al rientro sui banchi o a qualsiasi altra occupazione che sancisce la fine delle feste, il 7 gennaio del 1991, sono cresciuta in un piccolo paese del Sannio, dal quale ho da sempre desiderato però andare via, alla ricerca, tuttavia, di non ben definiti orizzonti. Negli anni ho subito il fascino della letteratura, soprattutto di quella classica, che ho cercato di coltivare prima frequentando il liceo ginnasio, e poi proseguendo il mio percorso di studi iscrivendomi alla facoltà di Lettere Classiche. Spero dunque di poterne fare un mestiere di vita; nel frattempo ho cercato di muovere piccoli passi partecipando a qualche concorso letterario. Non ho velleità di scrittrice, ma sono consapevole dell’importante funzione oggi demandata alla scrittura e dunque mi diletto a “scribacchiare un po’ ogni giorno” sperando di poter regalare, prima a me stessa e poi a chiunque voglia leggermi, un pensiero, un’emozione.

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