Dal Cile un duo esplosivo: Nicanor Parra e Violeta Parra

Un duo esplosivo, l’antipoeta, Nicanor Parra e Violeta Parra, sua sorella, la voce più leggiadra per diffondere nel mondo, insieme con gli Intillimani, le terribili operazioni di massacro e sparizione degli oppositori cileni al regime di Pinochet.

 

 

 

 

 

Figlio maggiore del musicista e maestro elementare Nicanor Parra e di Rosa Clara Sandoval Navarrete, sarta e tessitrice di origini contadine, nasce nel 1914 nella provincia cilena di Chillán. È inoltre fratello della celebre cantautrice Violeta Parra.

Io non permetto che qualcuno dica

Che le antipoesie non le capisce

Tutti devono ridere a crepapelle.

 Per questo mi spremo le meningi

Per arrivare al cuore del lettore

Smettetela di far domande

Nel letto della morte

Si gratta ognuno con le proprie unghie

Con il termine “antipoesia”, da lui coniato, respinge ogni registro alto e situa la poesia nel quotidiano, inserendovi il lessico dei mass-media, facendo uso dell’ironia e della parodia.Docente universitario di matematica e fisica, viaggia molto per lavoro, entrando in contatto con la poesia anglosassone, quella di T.S.Eliot, Ezra Pound, Walt Whitman, da cui è grandemente influenzato.

L’umorismo nero e il sarcasmo si inseriscono in composizioni spesso in versi liberi, ma anche in metri classici come l’endecasillabo e il settenario.

La figura del poeta da lui ridicolizzata si contrappone così a quella di creatore semidivino che aveva assunto presso Neruda e Huidobro. E’ morto nel gennaio del 2018.

ULTIMO BRINDISI
Che lo vogliamo o no
Abbiamo solo tre alternative:
Ieri, il presente e il domani.
E neppure tre
Perché come dice il filosofo
Ieri è ieri
Ci appartiene solo nel ricordo:
Alla rosa che si è già sfogliata

Non si può tirar fuori un altro petalo.

 

LE MIMOSE FIORITE

Anni fa passeggiando in una strada
dove già le mimose erano in fiore
un amico informato mi disse
che tu da poco tempo eri sposata.
Risposi che davvero non poteva
quella notizia affatto riguardarmi.
Però anche se proprio non t’ho amata,
e questo tu lo sai meglio di me,
ogni volta, e non potresti crederlo,
che io vedo fiorire le mimose
provo la stessa cosa che provai
quando mi fu sparata a bruciapelo
la notizia desolante che tu
ti eri sposata con un altro.

 

LA MONTAGNA RUSSA
Per mezzo secolo
La poesia è stata
Il paradiso dello stupido solenne.
Finché sono arrivato io
E mi sono installato con la mia montagna russa.
Salite, se volete.
Chiaro che non risponderò se scenderete
Versando sangue dalla bocca e dal naso.

 

LETTERE A UNA SCONOSCIUTA

Quando passeranno gli anni, quando passeranno
Gli anni e l’aria avrà scavato una fossa
Tra la tua anima e la mia; quando passeranno gli anni
E io sarò solo un uomo che ha amato, un essere che ha sostato
Un istante davanti alle tue labbra,
Un povero uomo stanco di camminare tra i giardini,
Dove sarai tu? Dove
Sarai, oh figlia dei miei baci!

Violeta Parra, la poetessa dimenticata, paladina dei diritti e vittima dell’amore

Una Donna senza compromessi, dedicata alle canzoni e alla cultura del Popolo, nel Cile degli anni ’50. Donna generosa, geniale ed inquieta. Di carattere soggetto ad allegrie irresistibili e a terribili depressioni improvvise, ha sempre avuto chiaro quale fosse il compito che si era prefisso. Donna e Artista appassionata, contraddittoria, tenacemente creativa, ma anche in lotta con i Suoi demoni interiori.

Autodidatta, di temperamento volitivo e talento artistico multiforme, Violeta Parra Sandoval nasce nel 1917 a San Carlos, paesino agricolo del sud del Cile. Violeta e sua sorella Hilda iniziano a cantare sui treni o nelle piazze.

Musicista, cantante, cantautrice (è sua l’indimenticabile Gracias a la vida), poetessa, pittrice, scultrice, Violeta Parra è un’icona della cultura popolare sudamericana. Nel film “ Violeta Parra – Went To Heavenilm “ il regista Andrés Wood si concentra soprattutto sul personaggio più privato. Gli amori, i mariti, i tre figli, le passioni, le illusioni e i drammi, fino all’amore per il flautista e ricercatore svizzero Gilbert Favre che la porterà al suicidio. Uno sguardo molto intimo, epico e struggente, che – ha sottolineato qualche critico – forse sorvola un po’ troppo sul contesto. Dalle battaglie politiche della Violeta comunista, incompresa e combattuta in Cile; all’influenza decisiva, sulla sua formazione, di suo fratello Nicanor, a sua volta grande poeta e intellettuale; all’ultima stagione della sua vita, quando insieme alla fine della sua relazione con Favre, Violeta soffrirà del disinteresse del Cile di allora per la sua creatività e il suo genio.

Ma grazie alla recitazione di Francisca Gavilan il film di Wood riesce a disegnare una bellissima Violeta: volitiva, appassionata, tormentata. Il figlio Angel Parra ha raccontato di essere stato costretto più di una volta ad abbandonare il set delle riprese emozionato fino alle lacrime perché nel volto di Francisca vedeva rivivere sua madre. Ed è questo forse il complimento più bello per un film che ha voluto resuscitare un mito tanto universale quanto, a suo modo, ignoto.  Uscito nel 2011, Violeta Parra went to heaven ha già ottenuto un grande successo di pubblico ed è stato candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2012. D’altra parte Andrés Wood non è, per la cinematografia latinoamericana, uno sconosciuto. È sua una delle opere più intense e apprezzate sugli anni di Allende e Pinochet: Machuca (girato nel 2004), che racconta con grande tenerezza la vita di due ragazzini in Cile alla vigilia del colpo di Stato del 1973.

 

https://youtu.be/MxaSkuCcmvo in italiano

https://youtu.be/rMuTXcf3-6A canta la voce potente di Joan Baez

https://youtu.be/WyOJ-A5iv5I la voce è di Mercedes Sosa