Tre domande a Mariano Sabatini, vincitore del premio Romiti – Opera prima con “L’inganno dell’ippocastano”

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Mariano Sabatini, nato a Roma nel 1971, giornalista e scrittore, ha lavorato per quotidiani, periodici e web. È stato autore per TMC e per la Rai, critico televisivo; ha condotto rubriche su radio nazionali e locali. Si aggiudica il Premio Romiti Opera Prima con il romanzo L’inganno dell’ippocastano edito da Salani.

Mariano, complimenti per il premio Romiti nella categoria opera prima. Il premio Romiti è specificamente dedicato alle opere dei generi giallo, noir e poliziesco e ha anche una struttura particolare, che somiglia a quella di un processo. Vuoi parlare di questo riconoscimento al tuo romanzo, L’inganno dell’ippocastano?

Sono molto orgoglioso perché è attribuito da una giuria di persone che se ne intendono, grandi lettori ma anche esponenti delle forze dell’ordine, grande fonte d’ispirazione per noi che scriviamo questo genere di romanzi. Sono fiero soprattutto perché il riconoscimento è intitolato a un poliziotto vilmente trucidato dalle Brigate rosse, perciò spero davvero oggi e sempre di essere all’altezza di questo onore. Il cosiddetto romanzo “di genere” dimostra, ancora una volta, di essere il più efficace nella denuncia di ogni tipo di malversazioni e nello scandaglio degli infiniti anfratti dell’animo e della psiche umani.

In una precedente chiacchierata ti chiesi che futuro avrebbe avuto Leo Malinverno, il giornalista protagonista del romanzo. Un personaggio simpatico, accattivante, con un buon dosaggio di pregi e difetti e quindi credibile, vero. E dalla tua risposta si capiva che lo avremmo rivisto nelle tue pagine. Puoi dirci se è in gestazione una nuova opera che narra un’inchiesta di Malinverno? O stai scrivendo altro?

La seconda avventura, chiamiamola così, di Malinverno è pronta e l’ho consegnata da tempo a Salani. Uscirà nei prossimi mesi, perciò chi ha amato L’inganno dell’ippocastano ritroverà Jacopo Guerci e Carla Tesei e tutti gli altri personaggi fissi. Stavolta Malinverno, questo cane sciolto del giornalismo investigativo, sarà alla prese con un serial killer, uno dei tanti che sono in azione in Italia.

E cosa stai leggendo? Mi incuriosiscono sempre le letture degli scrittori.

Io leggo molto. Per piacere ma anche perché mi piace consigliare libri su Facebook e sul quotidiano La città per il quale curo un rubrica. In questo momento sto finendo Quel che l’acqua nasconde e ho appena iniziato Bruciare tutto di Walter Siti, il romanzo scandalo di cui tutti stanno parlando.

Sono nata a Palermo nel 1955. Vivo, lavoro e scrivo in giro per l'Italia. Giurista insoddisfatta della prosa in "giuridichese", mi salvo la vita scrivendo narrativa: tanti racconti, alcuni riuniti in una raccolta, "Prima dell'alba e subito dopo", Perronelab 2010, i romanzi "Più avanti di qualche passo" (Città del sole edizioni), che da inedito aveva vinto il premio "Angelo Musco" 2012 e, come narrativa edita, ha vinto il premio "Città di Reggio Emilia" 2013), "Marmellata d'arance" (Edizioni Arianna 2013; l'adattamento teatrale realizzato in collaborazione con mia sorella, Anna Messina, ha vinto il Premio di drammaturgia L'Artigogolo 2017, sezione esordienti) e "Gli anni d'argento" (Algra Editore 2014), "Morivamo di freddo" (pubblicato in digitale da Durango Edizioni nel 2016, prossimamente edito in cartaceo dalla stessa casa editrice) e il libro per bambini "Favole a colori" (Algra Editore 2015, prossimamente anche in digitale). Credo nella condivisione e nelle possibilità che offre la rete; pubblico su LetteraTu le "Citazioni della domenica" e, di tanto in tanto, anche altro, come per esempio le interviste in "Ritratto di lettore"; su Libreriamo curo la rubrica "Libri e dintorni", nata sulle ceneri de "La parola all'autore" - http://libriedintorni.libreriamo.it/ - e infine in rete si trova anche un mio blog - http://rosaliamessina.blogspot.it/ - per il quale spero sempre di trovare più tempo. L'amico Danilo Venturoli, musicista, ospita il mio blog "Tramando" sul suo sito (daniloventuroli.it); vorrei avere più tempo anche per questo nuovo spazio. Ma sotto le quattro ore di sonno non posso andare...

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