Fiorenzo d’Evoli e gli ultimi “frammenti di canzoni”

Sono gli ultimi quattro brani dell’esile canzoniere, che ho riportato fedelmente, solo a volte raggruppando per temi alcune poesie. Anche tra queste ultime abbiamo gli acrostici “marchio Fiorenzo”e in sostanza una degna conclusione di frammenti di canzoni e certamente frammenti di vite e sentimenti.

Fiorenzo d’Evoli andò via in silenzio, sognando un castello ghibellino.

Tra le sue carte si è ritrovato un quaderno manoscritto. L’epigrafe di Persio nasconde un segreto (“Quis leget haec? Aut duo aut nemo” –Persio, Sat. I): Fiorenzo d’Evoli non voleva che le sue poesie andassero in mani volgari. E però esse restano inedite.

Sono poesie da leggersi piano, lentamente, mentre si diffondono le note di un “Adagio”.

Ora che si danno alle stampe, sia pure virtuali, forse di disvela un segreto, ma di certo si onora un poeta.

Nei manoscritti si sono ritrovati dei fogli sparsi di Emi S.

Chi era costei? Forse una Emi Scott o Sheridan o Smith?

E chi è lo Zivago sognatore? Forse lo stesso Fiorenzo d’Evoli?

E sono solo questi i segreti che nasconde il manoscritto?

Affidiamo al lettore le domande e, se possibile, le risposte.

 

Il mare dell’estate – acrostico

Tu hai negli occhi

il mare dell’estate;

armonioso il tuo profilo

mi confonde,

oggi sei tanto bella

da impazzire.

Il cielo ci abbandona,

sguardi e parole

pensieri ormai smarriti

e sogni già lontani

rivedo nel tuo viso.

Ancora un poco resta,

ti prego,

ancora un poco.

Mi lasci di te la nostalgia,

esule tornerò

nel mio Molise,

tu sei un sogno perduto

e una canzone.

Sogno d’estate – acrostico

Ti ho sognato nella notte

intensamente…

Abbiamo attraversato antiche vie!

Mura di pietra cariche di storia

ostentavano silenzi e solitudine.

Dolcemente alzavi gli occhi al cielo

in cerca delle rondini partite.

Siamo arrivati nella vecchia casa

piena dei segni di miserie antiche

eremo di teneri abbandoni

rimpianto di baci già svaniti!

Al tramonto presso il monastero

ti ho portata per mano

a rimirare siepi di rovi

e more ancora in fiore.

E di sera siam saliti al monte Cece;

nel vento era incanto il tuo bel viso,

tenere parole, orizzonti sconfinati,

estasi d’amore, tra lago, cielo e mare…

 

Luna di settembre

I tuoi occhi

mi avvolgono d’incanto

perduti nella luna di settembre.

Al suono di una musica remota

teneramente

incontri i miei pensieri

ammiro in silenzio il tuo bel viso

ma breve è il tempo dell’amore

ogni volta che di fretta ti allontani.

Giorni di novembre

La lunga attesa

consuma nel silenzio

i lenti giorni di novembre

vuoti come un cielo senza voli.

Come vorrei

tenendoti per mano

vagare nei colori dell’autunno

parlarti di stagioni

ormai lontane

e sentirti sussurrare

piano piano

ti aspettavo da sempre

e ti ho riconosciuto

al primo sguardo.”

 

Fiorenzo d'Evoli
Veneziano di nascita, discendente da antica famiglia proveniente dal vicereame di Napoli, ho operato presso diverse istituzioni culturali e universitarie. Ho trascorso alcuni anni della mia adolescenza e giovinezza nel Molise, terra alla quale sono rimasto sempre legato e nella quale spesso ritorno. Lì emotivamente e umanamente mi sono formato, lì ho sentito i primi indimenticabili sobbalzi del cuore, i sogni ineffabili ed anche i dolori dei primi innamoramenti giovanili. Ho coltivato con passione lo studio e la lettura dei classici latini e greci e dei grandi autori delle letterature europee e americane. Particolarmente ho esplorato la vasta produzione dei poeti di ogni tempo e di ogni paese. Attualmente mi dedico alla ricerca storica, per ricostruire eventi ed episodi non ancora adeguatamente conosciuti. Gli otia subentrati ai negotia mi hanno concesso finalmente di mettere ordine nelle mie carte e di rivisitare un Canzoniere cui mi ero dedicato in un numero ben preciso di anni, chiaro nella memoria, ma molto lontano nel tempo. Leopardianamente, ho dato a quelle composizioni il titolo di “Frammenti di canzoni”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

'