“L’inganno dell’ippocastano” di Mariano Sabatini

 

Mariano Sabatini, già autore per la Rai e TMC, è giornalista e (temuto) critico televisivo.

In questo suo esordio letterario, “L’inganno dell’ippocastano”, uscito per i tipi di Salani editore, muove da realtà che ben conosce – la vita di redazione, atmosfera e sfondo dell’esistenza dei suoi protagonisti – per poi condurci in una Roma tentacolare, invernale e corrotta come da metastasi di male, trasfigurata nelle pagine di questo noir salutato dagli auspici, tra l’altro, di penne come quelle di De Giovanni e De Cataldo.

Ascanio Restelli, imprenditore che ben rappresenta il marcio che ci è purtroppo divenuto famiiare grazie alle inchieste su Roma Capitale, viene assassinato brutalmente e diremmo quasi ritualmente nella sua villa. Parallelamente alle indagini ufficiali del vicequestore aggiunto Jacopo Guerci si snoda il percorso sotterraneo – ctonio, quasi da linea di una metropolitana fantasma – dei giornalisti Viola Ornaghi, donna ferita da una dolorosa separazione, e Leo Malinverno, cronista e scrittore viveur ma sensibile e acuto.

Scrittura vivace, felicemente descrittiva, lettura piacevole, che secondo i costumi dell’autore spesso loda o stiletta programmi televisivi e libri, come nel caso dei tossici telesalotti, di Sergio Romano o di “zio” Luciano Rispoli e del professor Gian Luigi Beccaria, che insieme ad Anna Carlucci hanno fatto un pezzo di storia della televisione italiana con “Parola mia”.

Due domande al volo all’autore.

Un commento sulle elezioni del nuovo sindaco di Roma (della serie la realtà e la fantasia si intrecciano con misteriosi legami letterari). 

“I romani hanno dimostrato di puntare al cambiamento, peccato che spesso cambiare non vuol dire migliorare. Non ho nessuna fiducia nell’ipotesi Virginia Raggi. Roma è una città allo sbando, difficile che si possa risollevare senza un sindaco che abbia alle spalle un solido apparato che possa vantare esperienza e professionalità. A differenza di Berlusconi che invoca il fare, penso si dovrebbe privilegiare il saper fare”.

Contento dei riscontri del tuo romanzo? 

“Sono molto felice di come sta andando, anche perché dopo due settimane il romanzo era già in seconda edizione. Ciò vuol dire che piace. I commenti dei lettori mi aiutano a comprendere cosa ho scritto e mi fa piacere che molti dei personaggi rimangono impressi. Tutti mi chiedono quando uscirà la prossima avventura di Leo Malinverno, la cosa mi sprona a rimettermi al pc, anche se ora sono molto preso dalla promozione di questo.  Purtroppo se i libri non li assisti muoiono sugli scaffali delle librerie”.