Ritratto di lettore: RITAMARIA FRUSTACI

Se dovessimo dire che impressione abbiamo avuto da Ritamaria, 41 anni, di Bari, forse con un solo aggettivo le renderemmo giustizia. Un aggettivo che, declinato al sostantivo, potrebbe considerarsi una qualità. La prudenza. Sì, Ritamaria è prudente. Il bersaglio era lì, sarebbe bastata solo un pizzico di cattiveria: “Secondo te la letteratura ha dei limiti?- risposta – “…non saprei dirti quali potrebbero essere, ammesso che ce ne siano”.

Beh, qualcuno potrebbe trovare più appropriato definirla romantica, ma la nostra lettrice secondo noi spazza via ogni dubbio. Tenendo conto del momento storico e di dove viviamo, spazza via ogni dubbio. “Devi scegliere un personaggio famoso e consigliargli un libro..”   “ Sperando di non urtare nessuno, consiglierei le opere di Manzoni o comunque gli autori che hanno influenzato il nostro Risorgimento, ai dirigenti della Lega.” 

No, non hai urtato nessuno, e di certo non potevi trovare una frase più elegante e cauta!

Letteratu oggi non può essere moderata, letteratu oggi è ideologica, politicizzata. Scusateci, oggi c’è Ritamaria, possiamo permettercelo!

Ma qui si parla di libri e di libri dobbiamo parlare. I suoi 5 preferiti sono Notre-Dame de Paris, Cose di Cosa Nostra, Il Conte di Montecristo, Tess of the d’Urbervilles e la saga di Don Camillo e Peppone. Guerra e Pace, invece, non ce l’ha proprio fatta a finirlo, “certi capitoli sono trattati di tattica militare… ma conto di riprenderlo tra le mani prima o poi!” Il suo scrittore preferito Alessandro Manzoni, il libro che l’ha delusa di più un romanzo di Giorgio Faletti, “me lo hanno regalato a Natale, qualche anno fa. Iniziato e mollato, dopo le prime pagine…”

Il primo che ha letto in assoluto? “Pippi Calzelunghe: avevo alcuni libri e me ne leggeva le vicende mio padre..” L’ultimo invece che sta leggendo è Donne che amano troppo.

Per Ritamaria la dimensione è del tutto irrilevante- badate bene, stiamo parlando di libri, oggi letteratu oltre che ideologica e politicizzata è anche maliziosa e volgare – al numero delle pagine di un libro non presta molto interesse, neanche all’incipit, “cerco di non farmi depistare dall’inizio e tentare di calarmi nella trama..”, neanche alla copertina, “mentre il titolo può essere un’attrattiva notevole..

Un’ultima domanda: “se avessi letto di più secondo te saresti diversa? E se sì, come?”  “Mah, probabilmente meno disincantata…”

Ciao Ritamaria, e scusaci, rimani così, con i tuoi dubbi, con la tua moderazione, con  la tua prudenza, con la tua eleganza. Non farti sviare da letteratu!

 

 

 

 

Se il mio curriculum vi invitasse a cena sono certo vi parlerebbe solo di numeri. Fra le sue righe, infatti, si nascondono un diploma di ragioneria conseguito nel periodo 1999-2004 e un’esperienza lavorativa di 6 anni svolta dal 2005 al 2011 presso uno studio commerciale dove alla mansione di contabile ho affiancato anche quella di amministratore del personale. Sono nato nel 1985, ho quindi 28 anni ( nel momento in cui scrivo ) e vivo a Petina, un paese a 70 km a sud di Salerno. Allora, ditemi la verità, avete capito perché alla fine ho scelto le lettere e non i numeri? Per carità, ognuno ha le sue inclinazioni ma, almeno per me, tra un’equazione di quarto grado e la lettura di un capitolo di Anna Karenina so benissimo cosa scegliere! Curo un mio blog personale http://raffaeleromanzi.bloog.it , e non vi nascondo che il mio sogno sarebbe lavorare nel campo della letteratura.

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