Fiale. La vita è un insieme di piccoli equivoci senza importanza

Anna mi sono appena sparato in un vena una buona quantità di fiale di svariati colori. Credo di avere un’autonomia di qualche minuto per spiegarti perché mi sono nascosto in questo parco accucciato in un cespuglio all’ora di chiusura. Non volevo che nessuno che mi conosce ritrovasse il mio corpo senza vita. Soprattutto tu. Non meriti questo spettacolo. Sarà il custode a ritrovarmi domattina. É un uomo d’altri tempi, ha visto altri morti. Non tu. E poi tu mi vuoi bene e per lui non sono nessuno.

Anna…esco a prendere le sigarette…

 

Fiale è una raccolta di racconti brevi ma dal significato forte, incentrate su una totale adesione ai fatti della realtà nei suoi aspetti più bizzarri, nei pensieri più sconvolgenti. Ed è con questo libretto che Elena Rui, padovana d’origine e parigina di adozione ha vinto la quarta edizione del Premio Luigi Malerba, il concorso letterario dedicato ad anni alterni alla narrativa e alla sceneggiatura in onore dello scrittore Luigi Malerba.

Il libro è stato scelto e selezionato da una giuria di grande livello e presieduta da Anna Malerba, moglie dello scrittore: Guido Barlozzetti, Manuela Cacchioli, Paolo Mauri, Walter Pedullà, Lorenza Reverberi, Giovanni Ronchini, dal Dott. Giovanni Sciola  e gli studenti della 2° liceo del Romagnosi di Parma che unanimemente hanno scelto questo libro.

Ognuno dei sette racconti rivela un momento di vita vera, o forse presumibilmente tale, come se fosse una fiala, un piccolo istante di una vita intera in cui personaggi dal grande spessore e dai pensieri umani si ritrovano a fronteggiare spesso inesorabilmente il destino e spesso al destino medesimo provano a dare una mano.

Edito da Mup, la casa editrice parmense, Fiale, è proprio il titolo dell’ultimo racconto che narrando la sconvolgente mediocrità dei gesti e delle azioni degli uomini e delle donne pone attenzione all’errore fatale che scaturendo può addirittura cambiare il corso della vita.

Al centro di ognuno dei sette racconti c’è il capriccio del destino, il fato, quello di omerica memoria. Questi racconti, queste fiale hanno l’arguto compito di aiutare il lettore a riflettere sull’inesorabilità del destino umano e per farlo raccontano concentrati di vita vissuta, in modo che l’umanità sebbene forse troppo disorientata trovi il modo per combattere il destino stesso.

Un giovane che cerca di prendere le distanze da una famiglia  ingombrante  e che il caso inopportuno costringe invece a fare da collante nei giochi delle generazioni precedenti; un pacco spedito da una persona dimenticata che accende sospetti e cattivi presagi nella mente di una donna incinta; un licenziamento in tronco che provoca, a discapito del comune buon senso, un’inebriante euforia nel suo protagonista.

Sicuramente in ognuno di queste storie il lettore potrà trovare qualcosa di sé. Una scrittura fluente e fluida per raccontare i capricci del destino e i pugni chiusi dell’uomo che cerca di sovrastarlo inutilmente e senza risultati.

Che forse Elena Rui voglia dirci che il fato è il deus ex machina del mondo umano?

Sarà il Fato stesso a deciderlo.