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Articolo di Giovanna Nappi
Scritto il 26 luglio, alle 17 : 50 PM
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Falla girare, la cultura. Anche sul dorso di un cammello
Imparare a leggere e a fare di conto: procedure scontate nell’era dell’alfabetizzazione.
L’alfabetizzazione come tassello imprescindibile per la formazione culturale ed esistenziale di un individuo – tipo.
Sono cose che sappiamo tutti, o quasi.
Ma, talvolta, spostare lo sguardo aldilà del proprio naso aiuta a scoprire storie e abitudini non esattamente simili alle nostre.
In Africa, ad esempio, il tasso di istruzione registrato sfiora i minimi storici; ci troviamo di fronte a numeri sconcertanti, e sconfortanti.
Eppure, come succede sempre, l’iniziativa del singolo diventa sprone per la comunità intera.
Rashid Mohamed Farah ha 50 anni e di mestiere fa il bibliotecario in Kenya. Dietro l’iniziativa del Kenya National Library Service, nasce l’idea di una biblioteca itinerante trasportata dai cammelli, la Camel Mobile Library, di cui Rashid è il gestore. E’ un servizio destinato alle popolazioni nomadi che vivono nelle province di Garissa e Wajir, a ridosso del confine con la Somalia. Si tratta di realtà in cui ai genitori non interessa che i propri figli siano analfabeti, importa piuttosto che si occupino del bestiame durante la loro assenza, che mantengano intatta la loro tradizione.
Così ogni mattina, dal lunedì al giovedì, all’alba, quattro carovane, ciascuna di tre animali, intraprendono questo itinerario nei diversi villaggi con il chiaro obiettivo di rendere più accessibile i libri (e la cultura) presso popolazioni che non hanno avuto la possibilità di usufruirne, per motivi economici o di costume.
L’idea di ricorrere a un cammello, ammette lo stesso Rashid, è una trovata non poco congeniale allo stile di vita di questi nomadi. Fare ricorso a mezzi di trasporto più “moderni” significherebbe sottolineare la loro diversità, che inevitabilmente allontanerebbe anche i meno restii.
Ai bambini è permesso chiedere un paio di libri in prestito, per un periodo di due settimane, al termine del quale i libri vanno restituiti, con la possibilità di prenderne altri. Si tratta di storie per ragazzi, volumi illustrati, favole e libri più scolastici (come le grammatiche).
Invogliare i bambini alla lettura è un obiettivo nobile, che dovrebbe essere stimolato da una società interessata non solo al proprio sviluppo ma anche alla crescita degli altri.
Non soltanto in Kenya, ma anche altrove sono sorte iniziative simili.
La Donkey Mobile Library è una biblioteca itinerante trainata da asini, che si sposta nella regione di Awasa.
Nello Zimbabwe gli asini trasportano libri e computer portatili sugli asini nei villaggi più desolati.
In Etiopia, sei carri carichi di volume sono trasportati sul dorso dei muli dietro iniziativa della Ethiopian Reads.
Masha Hamilton ha “rubato” l’idea per farne un libro, The Camel Book Mobile: la sua protagonista è Fiona Sweeney, bibliotecaria di New York, che legge un annuncio sulla fondazione di una biblioteca itinerante in Africa e decide di abbandonare la sua città, un fidanzato e le consuete abitudini per immergersi in una nuova esperienza.
La scrittrice ha ipotizzato, deduco, che la frustrazione di una vita di cui non ci si sente soddisfatti possa essere (l’unico?) sprone a fare i bagagli, partire per l’Africa, e creare una biblioteca itinerante.
Aldilà dell’immaginazione e dello spazio narrativo che è indispensabile a chiunque si affacci all’esperienza della scrittura, sono dell’idea che la promessa di riscatto, che proposte reali come queste regalano a generazioni che non hanno goduto dei privilegi che noi diamo per scontati, è quanto di più prezioso esista in momenti simili.
Perché, più che l’amore, è la cultura che muove ogni cosa. E la cultura si muove (anche) sul dorso di un cammello.
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