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Articolo di Angela Bongiorno
Scritto il 22 giugno, alle 13 : 31 PM
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Rodrigo Rey Rosa. Il nome di questo autore guatemalteco sembra l’inizio di una filastrocca, di una cantilena per bambini, cui si voglia insegnare le meraviglie atletiche della lingua. E con altrettanto meravigliato candore egli scrive questo suo libro: “Severina”. Lungo il nome, breve il titolo, ma solo in apparenza, perché la protagonista si chiama in realtà Ana Severina Bruguera, ed è una ladra.
Il giovane proprietario di una libreria, aperta per un’autentica passione condivisa con alcuni amici, assiste con curiosità alla frequente incursione nei suoi locali di un’affascinante quanto misteriosa ragazza che, con un’abilità impossibile da decifrare, si sottrae ai sistemi di allarme e ruba libri.
Giorno dopo giorno il rito del furto si consuma, con quell’unico testimone che, invece di ricorrere alla denuncia per farsi rifondere il danno, si lascia sedurre dalla silenziosa lestezza, dalle originali scelte letterarie, dall’aura svagata e sfuggente di questa donna, di cui nulla conosce.
Da dove viene? Come si chiama? Ha una famiglia che l’aspetta? Dove abita?
Inizia a pedinarla, poi l’avvicina, comincia a farle delle domande, indaga sul legame che intrattiene con un uomo molto più anziano di lei, ma l’essenza profonda di quella donna continua a sfuggirgli.
Sarà l’inizio di un’avventura che porterà il ragazzo a togliere alla sua vita quei pochi, precari paletti che si era edificato, ma che non avevano ancora concesso all’abitudine una stabile residenza. Amore e libri diventano le due facce di un’unica, devastante passione, capace di condurre a scelte estreme.
“Severina” è indubbiamente un libro che omaggia libri, un’opera che, di rimando in rimando, schiude le porte di tanti titoli, le incursioni letterarie dei due protagonisti sono fonte di inesauribile gioia per un lettore avido di sempre nuove scoperte. Ma è anche l’occasione per dimostrare l’estrema versatilità di un libro, il suo mutevole modo di fruizione, poiché c’è la libreria, dove il titolo si fa corpo e diventa spunto di socialità in occasione degli incontri con gli autori, con le letture ad alta voce; e poi invece c’è lei, Severina, che ama il libro in silenzio, che diventa tutt’uno con esso, e forse per questo motivo le riesce così bene il furto al punto da eludere il sistema d’allarme. Le pagine sono la sua pelle, la lettura un processo di osmosi. Lei s’introduce furtivamente, lei spia e snida il titolo perfetto, lei è un’adoratrice solitaria e devotissima.
Ma nella storia c’è anche il racconto di un viaggio esistenziale che comincia con un senso un po’ indocile della vita e finisce col riconoscere, finalmente, il momento della maturazione, in quanto il ragazzo diventa un uomo in grado di dare consistenza ad un rapporto amoroso, seppur con le inevitabili incognite ad esso connesse.
Per quelli che si nascondono dietro un libro, sfuggendo la vita, per quelli che un libro gliel’ha salvata, per quelli che riescono ad innamorarsi solo all’ombra di ispirate parole, per quelli che incoscientemente pensano che un libro non serva a niente; per tutti costoro Rodrigo- Rey- Rosa- Rodrigo- Rey– Rosa- Rodrigo– Rey- Rosa si propone come un delicato mantra.
| Pro | Contro | |||||||
| Unisce due passioni ugualmente trascinanti. | Costruisce una trama di misteri che si svelano con una certa riluttanza. | |||||||
| Voto | 86 su 100 | |||||||
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