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Articolo di Andrea Cenicola
Scritto il 26 giugno, alle 09 : 41 AM
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Napoli si riappropria della Basilica di San Giovanni Maggiore
Da qualche mese, dopo che per decenni è rimasta chiusa al pubblico, ha riaperto i battenti la Basilica di San Giovanni Maggiore in Napoli. La chiesa sorge nel bel mezzo del centro storico partenopeo, ed ha attraversato le varie epoche fino ai tempi odierni. Nel dicembre scorso la Curia aveva affidato il lavoro di restauro all’Ordine e all’Associazione degli Ingegneri della Provincia, che ha portato a termine il proprio compito assicurando inoltre un progetto di riscatto dell’intero quartiere basato sul turismo, sull’animazione culturale e sulla valorizzazione della tradizione artigianale. Ed infatti, durante il periodo di ‘Maggio dei Monumenti’, la Basilica è stata protagonista di sette eventi culturali.
Tale chiesa è la testimonianza della profondissima stratificazione storica e culturale della città di Napoli: residui paleocristiani nella zona absidale con colonne probabilmente provenienti dalla Leptis Magna, colonne corinzie risalenti al VI secolo, tombe e lapidi di età medievale. L’aspetto attuale è dovuto ai continui lavori di ristrutturazione che la Basilica ha subìto durante il XVII secolo. All’interno spiccano l’altare di Domenico Antonio Vaccaro, in parte però vandalizzato, e l’affresco del XVIII secolo che raffigura la predica di San Giovanni Battista ai discepoli.
Sulla costruzione della chiesa ruota una leggenda secondo la quale l’imperatore romano Costantino avesse richiesto la costruzione della Basilica come segno di ringraziamento per lo scampato naufragio della figlia Costanza. Altra leggenda vuole che la chiesa di San Giovanni Maggiore sorga sulla tomba della sirena Partenope. Al di là di miti e leggende, l’anno di fondazione della Basilica sarebbe da collocarsi intorno all’anno 324, deducibile da un’iscrizione di epoca greca rinvenuta su un architrave. Una vera e propria ricostruzione si ebbe nel VI secolo per volontà del vescovo Vincenzo; Dionisio Lazzari, ideatore dell’attuale cupola, fu l’autore delle ultime trasformazioni della chiesa in seguito ad una sua ristrutturazione completata nel 1685 dopo un terremoto avvenuto nel 1635. Nelle epoche successive, sia le trasformazioni barocche sia quelle settecentesche, hanno fatto in modo che non rimanesse granché del tempio originario.
Altri terremoti, quello del 1732, del 1805 e del 1870, hanno fatto sì che la Basilica venisse più volte restaurata. Nel 1970 avvenne un altro cedimento della volta e tale evento ha fatto in modo che la chiesa rimanesse chiusa fino alla sua riapertura avvenuta nel gennaio 2012 grazie all’intervento, come detto già sopra, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia, al quale la Curia ha affidato anche la chiesa dei Santi Cosma e Damiano che sorge proprio nei pressi della chiesa di San Giovanni Maggiore.
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