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Articolo di Floriana Tanzillo
Scritto il 18 giugno, alle 15 : 27 PM
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Entrai nella libreria e aspirai quel profumo
di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno
era ancora venuto in mente di imbottigliare.
Carlos Ruiz Zafón
Inspiegabilmente belli i libri di Zafòn, così belli che quando richiudi sul cuore l’ultima pagina, la cuci a te come fosse un bottone su una camicia. Lenti come miele che cade dal cucchiaio, questi libri sanno instillare in chi li legge le fantasie più sfrenate che si possa immaginare.
A settembre l’aria è tersa, fa ancora caldo, ma non troppo, c’è ancora il sole, ma non troppo, l’aria sa d’autunno, ma non troppo. Settembre è il mese ideale per non tornare, per lasciare che il tempo si fermi e non scorra più.
Simone è rimasta vedova con dei bambini da accudire, piena di debiti sino al collo e senza speranze che le rischiarino i giorni. Ma una donna sola, sa sempre in che modo cavarsela e la fortuna di Simone si chiama Lazarus Jahn, un venditore di giocattoli, che gli permette di ricominciare a vivere.
Simone, riprende le redini della sua vita e lentamente s’innamora, si riscopre e s’assapora.
Le cose belle non durano per sempre Simone! Così arriva un omicidio e l’oscura presenza celata tra le fitte pareti del negozio di giocattoli prende vita. Ogni cosa prende vita, ed ogni singolo oggetto diviene metafora fantastica per una reale condizione umana con cui noialtri dobbiamo convivere. Una metafora romantica, misteriosa, amabile.
Questo libro, risalente agli anni 90, agli inizi della sua fama letteraria, è rivolto ad un pubblico giovanile che ama sognare e lasciarsi coinvolgere. Ritornano in esso alcuni temi tipici della sua produzione: l’amore, l’amicizia, le avventure adolescenziali che legano in eterno, il pericolo, il soprannaturale, gli addii struggenti. Tuttavia, per quanto io stessa apprezzi Zafòn, è innegabile che i suoi romanzi si assomiglino tutti, e siano sviluppati a partire da un unico negativo:
A causa di queste ricorrenti il libro sa di già visto, ma la bravura di uno scrittore sta nel riproporre temi simili in maniera diversa e Zafòn con il suo enorme genio è sempre capace di lasciarci inermi difronte alle nuove evoluzioni della storia stessa.
E in effetti, anche se non originali, i vari topoi evocati da Zafòn fanno la loro figura, coinvolgendo il lettore in una trama fantastica, con qualche influenza decisamente horror. La storia mi è apparsa come una specie di Fabbrica di Cioccolato “noir”, con personaggi e luoghi che da positivi e ridenti lentamente si dirigono verso l ‘inatteso e l’orrido. Insomma, una storia gotica e romantica nel perfetto stile dell’autore.
Un piccolo libro che anticiperà tutta la futura fortuna dell’autore stesso. Un autore che attraverso le sue dita muove la penna dei nostri sogni.
Non valeva la pena perdere tempo
cercando di cambiare il mondo;
bastava evitare che il mondo cambiasse noi.
Carlos Ruiz Zafon
Le luci di settembre
| Pro | Contro | |||||||
| Descrizioni preganti ed emotive | Trama poco innovativa | |||||||
| Voto | 73 su 100 | |||||||
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